Ti racconto il mio ultimo viaggio nell’Estremo Oriente, fra gusto e tradizione, alla scoperta di sapori nuovi

di Loreto Nemi, dietista e nutrizionista, docente universitario

Quando viaggio, non posso fare a meno di osservare le abitudini alimentari dei luoghi che visito. Non è soltanto una curiosità professionale che viene dal mio lavoro di nutrizionista, ma anche una ricerca personale di usanze e novità culinarie.

Mi piace riflettere, farmi domande, imparare qualcosa di nuovo.

Il mio recente viaggio in Cina non ha fatto eccezione e mi ha regalato spunti preziosi che voglio condividere con te in due articoli.

Ecco il primo…

 

La “pagoda alimentare”: equilibrio e varietà a tavola

Come in Italia abbiamo la piramide alimentare, così in Cina esiste la “pagoda alimentare”, una guida semplice ma efficace che promuove varietà, equilibrio e moderazione a tavola.

Non solo teoria! Con mia grande sorpresa ho scoperto che nelle strade, nei mercati e nei ristoranti ci sono davvero tanti piatti in linea con questi principi, ricchi di cereali, verdure e proteine ben bilanciate.

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Pulizia e rispetto per il cliente

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è l’attenzione all’igiene: in tutti i ristoranti, anche quelli più piccoli, il personale indossa guanti, mascherine e cuffiette. È un segno di rispetto per il cliente, che trasmette fiducia e cura.

 

Un mondo di verdure da scoprire

Se penso alla cucina cinese, una delle prime cose che mi viene in mente è la varietà di verdure. Ho scoperto il Pak Choi, dal sapore delicato, i fagiolini, croccanti e saporiti, e la sorprendente radice di loto, con la sua consistenza croccante e il gusto leggermente dolce. E poi i germogli, presenti in tanti piatti, che regalano freschezza e leggerezza.

 

Le verdure saltate: il segreto del wok

Mi stupisce il modo in cui trattano le verdure in cucina. Molte sono saltate velocemente nel wok, con pochissimo olio e tempi di cottura brevissimi. Questo metodo, oltre a conferire quel caratteristico sapore leggermente affumicato chiamato wok hei, ha un grande vantaggio: le verdure restano croccanti, mantengono i colori vividi e conservano gran parte dei loro nutrienti.

Pak choi, germogli, fagiolini o strisce di radice di loto diventano così piatti leggeri ma ricchi di gusto, spesso arricchiti da zenzero fresco, aglio o un filo di salsa di soia. È una cucina veloce, essenziale, che valorizza ogni ingrediente.

 

Piatti unici e completi

La maggior parte dei piatti che ho assaggiato erano “piatti unici”, perfettamente bilanciati: noodles in brodo o asciutti accompagnati da verdure e proteine, sia animali, come pollo, pesce o maiale, sia vegetali, come tofu e funghi di tante varietà. Quando non ci sono noodles, il protagonista è il riso, sempre accompagnato da condimenti saporiti ma mai pesanti.

 

Rituali che sorprendono

Un’abitudine che ho trovato affascinante è quella di bere un brodo caldo o una tisana calda prima di iniziare il pasto. È un gesto semplice che scalda, rilassa e aiuta la digestione. Un piccolo rituale che potremmo adottare anche noi per rendere i pasti più consapevoli. Al contrario dell’Italia, in cui spesso si usa bere acqua gelata durante i pasti, un’abitudine che non fa bene come spiego qui. 

 

I brodi nei templi: vegetali, saporiti, meditativi

L’esperienza che mi ha colpito profondamente è stata quella nei ristoranti dei templi buddhisti. Qui i piatti — brodi compresi — sono sempre vegani o vegetariani, concepiti nel rispetto dei precetti spirituali che vietano anche l’uso di carne e di alcuni vegetali fortemente aromatizzati. I brodi si preparano lentamente con funghi essiccati (come i shiitake), fiori o radici di loto secchi, verdure, alghe e tofu. Addirittura l’acqua di ammollo dei funghi diventa un brodo aromatico di base. Il risultato è un brodo leggero, eppure sorprendentemente gustoso e nutriente — semplice ma ricco, perfettamente in sintonia con il corpo e con il momento.

Un gesto semplice, come bere un brodo caldo prima del pasto, acquista così un significato più profondo: è un invito alla calma, alla contemplazione, un preludio alla consapevolezza che implica anche ciò che mangiamo.

 

La vera cucina cinese

Forse la scoperta più curiosa è stata questa: i piatti che conosciamo nei ristoranti cinesi in Italia, come il risotto alla cantonese o gli involtini primavera, in Cina praticamente non esistono. La cucina cinese autentica è molto diversa: più varia, più fresca, più equilibrata.

Un po’ come i ristoranti italiani all’estero che propongono spesso una cucina molto lontana dalla nostra.

 

Ravioli e pasta ripiena

Tra i cibi tipici cinesi ci sono i ravioli e la pasta ripiena di vario tipo:

Jiaozi: ravioli al vapore, bolliti o alla piastra, ripieni di carne, verdure o tofu. Sono uno dei piatti più iconici, soprattutto durante il Capodanno cinese.

Baozi: soffici panini di pasta lievitata, ripieni di carne o verdure, cotti al vapore.

Xiaolongbao: piccoli ravioli ripieni di brodo, tipici di Shanghai, che si mangiano con grande attenzione per non scottarsi.

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Il tofu… anche a fettuccine

Un piatto che mi ha sorpreso è stato quello con il tofu servito come fettuccine: sottili strisce di “pelle di tofu”, dal sapore delicato e dalla consistenza elastica, saltate con verdure e spezie. Si tratta di tofu skin o yuba, che i cinesi chiamano spesso “doufu si” (豆腐丝). È ottenuto dalla “pelle” che si forma durante la lavorazione del latte di soia. Questa pelle viene poi essiccata, reidratata e tagliata come fossero fettuccine o spaghetti. È un esempio perfetto di come la cucina cinese riesca a trasformare un ingrediente semplice in qualcosa di sorprendente, nutriente e versatile.

 

3 idee per portare un tocco di cucina cinese a casa tua

Di ritorno dalla Cina, mi sono venute in mente 3 idee da proporti per portare un po’ di Oriente qui da noi, nella nostra pratica quotidiana.

  1. Inizia con il brodo caldo

Prima del pasto, prova a bere una tazza di brodo vegetale arricchito con funghi secchi, radice di loto o kombu. Un gesto semplice che rilassa, favorisce la digestione e offre un momento di pausa carico di sostanza.

  1. Sperimenta nuove verdure

Cerca nei negozi etnici o nei mercati il pak choi, i germogli, la radice di loto. Saltali in padella con un filo di olio, zenzero e magari un tocco di tofu per un contorno leggero e ricco di sapore.

  1. Prepara piatti unici bilanciati

Componi una “ciotola cinese”: una base di noodles o riso, una porzione abbondante di verdure e proteine — preferibilmente vegetali, come tofu o funghi — per un piatto completo, gustoso e nutriente, pronto in pochi minuti.

Cosa ho imparato dal mio viaggio in Cina

Questo viaggio mi ha insegnato che in Cina il cibo è cultura, equilibrio e rispetto per il corpo. Tornando a casa, ho portato con me l’idea di piatti semplici ma completi, della varietà delle verdure e di piccoli rituali che possono trasformare il momento del pasto in un atto di cura quotidiana.

Inoltre, possiamo viaggiare ogni giorno anche a tavola! Possiamo provare a portare a casa alcune di queste abitudini semplici ma preziose: preparare piatti unici e completi, variare le verdure scegliendo anche quelle meno comuni, come il pak choi o i germogli, iniziare il pasto con una tisana calda per prenderci un momento di pausa. Non serve stravolgere le nostre abitudini, basta un piccolo gesto per trasformare il cibo in un alleato di benessere e consapevolezza.

Se ti è piaciuto questo mio articolo sulla cucina cinese, resta aggiornato sul mio blog poiché presto pubblicherò un nuovo articolo più dettagliato sulle abitudini alimentari della popolazione cinese.