coconutbutter1Negli ultimi decenni, c’è stato sicuramente un “revisionismo” per quanto riguarda l’uso dei grassi. La paura dei grassi saturi e del colesterolo sta passando, poichè in letteratura è dimostrato che in realtà non hanno quel ruolo così dannoso cui si pensava. Abbiamo bisogno anche un pò di grassi saturi, abbiamo bisogno di colesterolo per produrre ormoni, pensate che le nostre membrane cellulari hanno lipidi e colesterolo, pensate che il cuore è rivestito di grassi saturi che lo proteggono. Ma è importante sceglierli in un certo modo, di buona qualità, in una certa quantità, non parlo ovviamente di mangiare olio di colza o di palma o margarine vegetali, sicuramente dannosi. L’olio di cocco infatti è stato molto rivalutato ultimamente, grazie alle evidenze scientifiche riscontrate.

L’olio di cocco è un olio vegetale ottenuto a partire dalla polpa essiccata, detta anche copra, della noce di cocco. L’olio contiene circa il 90% di acidi grassi saturi, privo di colesterolo e tra gli oli vegetali è tra quelli che hanno la minore quantità di acidi grassi insaturi, quindi con minime quantità di acido oleico, che è l’acido grasso insaturo tipico delle olive. L’olio è estratto mediante pressatura della polpa e viene ampiamente utilizzato nell’industria cosmetica, sebbene presenti ampi utilizzi, sia nell’industria che in medicina. Molto resistente alle alte temperature, si presta come olio in cucina e per frittura. Grazie alla sua stabilità ed inerzia si ossida lentamente e perciò irrancidisce con difficoltà. Può essere impiegato anche nei dolci. E’ stato evidenziato che l’olio di cocco ha proprietà anti–virali, anti-batteriche, anti–fungine e antiparassitarie, contribuendo a prevenire e curare i problemi di salute come infezioni, infezioni da lievito, candida e molte malattie. Ritenuto utile nel trattare i problemi digestivi, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), la pancreatite, le ulcere, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. È uno dei pochi grassi tollerati da coloro che hanno subito l’asportazione delle cistifellea. L’olio di cocco è stato usato per secoli nella medicina ayurvedica e orientale per prevenire e curare il diabete, le infezioni virali, i problemi cardiovascolari ed è indicato per contrastare la stanchezza cronica. Ha un ruolo benefico anche per migliorare la memoria e di conseguenza per trattare l’Alzheimer (DeDea 2012; Nafar 2014). E’ termogenico, il che significa che contribuisce ad aumentare il metabolismo dell’organismo (alcuni studi dimostrano fino al 48 % e fino al 65 % nelle persone molto obese, contribuendo a livelli più elevati dell’energia e perdita di peso). (Hargrave 2005) Di recente alcuni studi hanno evidenziato come l’acido laurico, mistico (ma anche palmitico, capirilico e oleico) contenuti in abbondanza neolio-di-coccoll’olio di cocco siano in grado di inibire efficacemente l’enzima 5 alfa reduttasi che trasforma il testosterone in DHT e quindi come questo olio possa rivelarsi utile per contrastare le affezioni legate agli androgeni come l’iperplasia e il tumore della prostata, l’irsutismo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’acne e l’alopecia androgenetica. (De Lourdes Arruzazabala 2007) Gli acidi grassi saturi a catena media ed i loro derivati agiscono disgregando le membrane di lipidi dei virus (Isaacs e Thormar, 1991, Isaacs et al., 1992). Tra i virus resi inattivi da questi lipidi, oltre a quello dell’HIV, troviamo il virus del morbillo, il virus-1 dell’herpes simplex (HSV-1), il virus della stomatite vescicolare (VSV), il virus visna ed il citomegalovirus (CMV). (Macallan et al., 1993).

Come lo possiamo mangiare e introdurre nella nostra alimentazione? E’ sicuramente importante scegliere un olio di cocco di buona qualità, possibilmente biologico. Essendo solido a temperatura ambiente, lo possiamo usare a colazione, spalmandolo su pane o fette biscottate. E’ un eccellente fonte lipidica da consumare di mattina, servirà anche ad abbassare il carico glicemico della colazione, impedendo di avere ipoglicemie reattive da pasti iperzuccherini. E’ adatto anche per la cottura, poichè ha un punto di fumo molto basso.

Fonti: 

Pubmed